Renault E-Space Concept: la monovolume elettrica presentata a Parigi
Renault ha presentato in anteprima mondiale la E-Space Concept al Salone dell’Auto di Parigi 2026, aperto alla stampa il 12 ottobre. Si tratta di una concept car elettrica che richiama la Renault Espace del 1984, la prima monovolume del marchio. La casa francese la inserisce nel filone delle “voitures à vivre”, le auto pensate come spazi da abitare. Il costruttore la propone come alternativa a SUV e berline. Non ha comunicato dati su motore, batteria e autonomia.
Renault E-Space Concept: l’idea di partenza
Il progetto parte dall’abitacolo. I designer hanno disegnato prima lo spazio interno e poi la carrozzeria che lo avvolge. La monovolume adotta un profilo essenziale e un’architettura aperta, con ampie superfici vetrate per far entrare la luce naturale.
Secondo Renault, la E-Space Concept anticipa i nuovi valori del marchio, che si articolano in quattro dimensioni.

Le “voitures à vivre” devono suscitare emozione, essere pensate a misura d’uomo, offrire tecnologie utili e basarsi sull’elettrificazione.
«Quando Renault ha creato Espace nel 1984, la Marca ha inventato un nuovo modo di progettare l’automobile, ponendo le persone ed i loro stili di vita al centro della riflessione. Con E-Space Concept rivisitiamo lo spirito pionieristico nell’ottica dell’era elettrica»
Fabrice Cambolive, Chief Growth Officer di Renault Group e c.e.o. Renault
Secondo Cambolive, lo studio spinge oltre la filosofia delle “voitures à vivre”, immaginando un veicolo 100% elettrico e versatile.

Design esterno: linee morbide e firma luminosa a “U”
La E-Space Concept è lunga 4,70 metri, larga 2,02 metri e alta 1,67 metri. Le sue proporzioni, in particolare l’altezza e il rapporto tra lunghezza e larghezza, sono simili a quelle della prima Espace. Gli sbalzi sono ridotti e le ruote da 23 pollici occupano i quattro angoli della carrozzeria.
La linea di cintura è bassa e l’altezza da terra è contenuta. Di conseguenza il profilo si distingue da quello dei SUV. Il parabrezza prosegue la linea del cofano.
Sul fronte, la firma luminosa prende la forma di una grande “U” che avvolge la calandra come una cintura. Al centro il logo sembra sospeso, con un effetto a pixel. La stessa firma compare anche al posteriore. La lama del paraurti anteriore è mobile e può avvicinarsi alla strada per migliorare l’aerodinamica alle alte velocità. Dietro, la coda è verticale e lo spoiler richiama quello delle Espace 2 e 3.

Di lato, uno “skateboard” nero segna la zona tecnica con la batteria e diverse appendici aerodinamiche. Secondo Renault, ricorda la base dei pontoni delle monoposto di F1. La linea nera prosegue nel disegno dei cerchi quando sono allineati. Inoltre la parte bassa scura della carrozzeria cita le ampie protezioni laterali grigie della prima Espace.
«Splendido elogio della semplicità, il linguaggio formale tende alla semplificazione fino a conservare solo l’evidenza», ha spiegato Alexandre Malval, Direttore del Design Renault. Malval ha aggiunto che, nel design automobilistico dominato dai SUV, la E-Space Concept mostra come la Losanga possa distinguersi.
Cabina vetrata ispirata al Bauhaus

Al centro del progetto c’è la cabina in vetro. I designer si sono ispirati all’architettura del Bauhaus e, in particolare, alla Farnsworth House di Ludwig Mies van der Rohe (1951). La cabina ha un tetto in vetro e finestrini laterali che scendono oltre la linea di cintura, già molto bassa.
Gli elementi di carrozzeria si innestano direttamente sulla cabina, senza un confine visivo netto tra vetro e lamiera.
Dall’esterno si vede quindi il vetro proseguire dietro i pannelli, sotto la linea di cintura. Un’illuminazione dedicata sottolinea questo spazio. Anche il montante del finestrino posteriore sembra fluttuare.
«Con la linea di cintura ribassata, si può guardare nell’abitacolo quando ci si trova accanto al veicolo, e si può tornare a guidare con il gomito appoggiato al finestrino»
ROMAIN GAUVIN - Head of Advanced Design & Concept Cars Renault
Interni: sei sedili girevoli e pianale piatto
Le porte controvento si aprono senza montante centrale. Dentro, il pianale è piatto e ospita sei sedili singoli, identici per dimensioni e design. Le scocche sono laccate e ricordano le creazioni di Pierre Paulin. Sono sottili nella parte alta, come quelli della Espace del 1984, e sembrano fluttuare nell’abitacolo. Il disegno si ispira agli arredi più che alle sedute sportive.
I sedili possono ruotare su sé stessi per facilitare l’accesso. Le configurazioni cambiano in base alla fila. I due sedili della seconda fila ruotano di 180° e formano una disposizione “da TGV” con la terza fila. Con i sedili rivolti verso la strada, i passeggeri della seconda fila usano tavolini “da aereo”. Questi sono fissati sugli schienali della prima fila e integrano display da 12,3 pollici.
Nella configurazione a quattro posti, i due sedili della seconda fila si ripiegano fino a formare un grande tavolo per la terza fila. Anche qui i passeggeri posteriori vedono i display sugli schienali anteriori.

Sul tavolo può scorrere una console telecomandata lungo la “colonna vertebrale” dell’abitacolo. Contiene un purificatore d’aria, un piccolo frigorifero e joystick per i videogiochi. Include anche il gioco da tavolo “Forza 4”, scelto per favorire la convivialità.
I pannelli delle porte sono rivestiti in tessuto trapuntato. Grazie alla linea di cintura bassa, l’abitacolo non ha braccioli: i passeggeri appoggiano i gomiti al finestrino. Una linea luminosa corre alla base dell’abitacolo e riprende quella esterna. L’illuminazione ambientale comprende luci di cortesia negli altoparlanti e faretti di lettura su una guida al centro del tetto.
«Abbiamo voluto creare a bordo un’atmosfera al tempo stesso futuristica e accogliente, con un pizzico di nostalgia»,
Stephane Maiore, Responsabile Design Interno Renault

Plancia OpenR Panorama e volante steer by wire
La tecnologia di bordo ruota attorno a OpenR Panorama. È un display curvo da 1.130 x 110 mm che si estende per tutta la larghezza dell’abitacolo. Prende il posto della plancia tradizionale. Renault prevede di montarlo anche su altri modelli di gamma alta: le future Rafale e Scenic saranno le prime.
Lo schermo non è touchscreen. Le sue funzioni si gestiscono tramite due schermi flessibili touch che avvolgono la base tubolare del volante. Così il conducente può ampliare o ridurre le informazioni mostrate. Inoltre, l’assenza di plancia davanti al passeggero anteriore libera spazio nella prima fila.
Sotto il display, il cruscotto lascia il posto a un mobiletto portaoggetti curvo. Il mobiletto occupa l’intera larghezza dell’abitacolo e integra la console scorrevole e la pedaliera, con un meccanismo nascosto.
Il volante è compatto e usa la tecnologia steer by wire, cioè senza collegamento meccanico con le ruote. Questo permette di regolare l’angolo di sterzata in base all’utilizzo. Il mozzo è fisso e integra interfacce tattili per interagire con OpenR Panorama.
Colore e materiali: rossi, paglia e lana
Renault punta sul ritorno del colore, richiamando gli interni pop degli anni Settanta. La palette è tutta di rossi, tra scarlatto, porpora e granato. La moquette alta 3 cm parte da un corallo vivace al centro e sfuma verso il bordo.
Comandi e componenti sono in metallo, con finiture che per Renault rimandano alla gioielleria. Sui tavolini richiudibili compaiono intarsi in paglia colorata al posto del legno.
«Entrare nell’abitacolo è come immergersi nel colore!»
Eleonore Lebec, Designer Colori e Materiali Renault
La concept rinuncia a pelle e legno. Gli elementi decorativi sono in paglia applicata direttamente sul supporto. Il pianale ha una moquette a pelo lungo in lana 100%, lavorata a tufting. Le vernici interne usano una resina di origine biologica (18%). Il volante è in parte in tessuto e in parte in un materiale con 26% di olio di ricino e 25% di cotone biologico. Gli pneumatici contengono in media il 19% di gomma naturale, proveniente da foreste gestite in modo responsabile.
Renault ricorda inoltre l’impegno a integrare il 30% di materiali riciclati in tutta la gamma. Per l’azienda la E-Space Concept è un esercizio sull’uso di materiali di origine biologica.
Cosa sappiamo e cosa manca
Per ora la E-Space Concept resta uno studio di design. Il costruttore non ha indicato potenza, capacità della batteria o autonomia. Non ha confermato una versione di serie. Alla stessa presentazione partecipano la Renault 8 Gordini Concept e la Renault 4 JP4x4 Concept.
Secondo te, una monovolume elettrica da 4,70 metri, con sei sedili singoli, ha spazio nel mercato europeo di oggi?

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.

