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Immagine artistica che ritrae le "spugne molecolari" che dall'aria estraggono ciò che ci serve per sopravvivere
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Il petrolio sarà davvero inutile, le spugne molecolari possono cambiare il futuro dell’energia?

6 min.

Il petrolio potrebbe davvero perdere il ruolo centrale che ricopre nell'economia mondiale? L'ipotesi sembra ambiziosa, ma la ricerca sui materiali porosi conosciuti come spugne molecolari apre prospettive interessanti per la cattura dell'anidride carbonica, lo stoccaggio dei gas e lo sviluppo di nuove tecnologie energetiche. Non significa che benzina, diesel e gas naturale siano destinati a scomparire nel giro di pochi anni, ma che la scienza potrebbe contribuire a ridurre progressivamente la nostra dipendenza dai combustibili fossili.

Al centro di questa prospettiva ci sono i metal-organic frameworks (MOF), strutture microscopiche progettate per trattenere determinate molecole. Il loro potenziale è così ampio da essere stato riconosciuto con il Nobel per la Chimica del 2025, assegnato a Susumu Kitagawa, Richard Robson e Omar M. Yaghi per il loro contributo allo sviluppo di questi materiali.

Come funzionano le spugne molecolari

Immaginiamo un materiale con una struttura ricca di minuscoli pori, capace di offrire una superficie interna enorme rispetto alle sue dimensioni. È proprio questo il principio alla base dei MOF: una rete organizzata di componenti metallici e molecole organiche che crea spazi nei quali determinate sostanze possono essere catturate e trattenute.

Il chimico giapponese Susumu Kitagawa che ha vinto il premio Nobel per la chimica proprio per le spugne molecolari | Elettronauti.it

A seconda della loro composizione, questi materiali possono essere progettati per selezionare gas specifici, come l'anidride carbonica, oppure per immagazzinare altre molecole utili nei processi industriali ed energetici.

La possibilità di catturare la CO2 direttamente da flussi industriali o, in alcuni casi, dall'aria è particolarmente interessante per contrastare il cambiamento climatico. Una parte delle emissioni potrebbe essere intercettata prima di raggiungere l'atmosfera, mentre la ricerca lavora per migliorare anche la cattura della CO2 già presente nell'aria.

Occorre però distinguere il potenziale scientifico dall'applicazione su larga scala. La capacità di un materiale di trattenere un gas in laboratorio non garantisce automaticamente che sia economico, durevole e conveniente da utilizzare negli impianti industriali.

Dal petrolio alle energie rinnovabili, cosa potrebbe cambiare

Il collegamento con il petrolio non è immediato. Le spugne molecolari non sono una fonte di energia e non possono, da sole, sostituire i combustibili fossili. Il loro contributo potrebbe essere piuttosto quello di rendere meno impattanti alcuni processi produttivi e di facilitare lo sviluppo di un sistema energetico differente.

Schema di funzionamento delle spugne molecolari | Elettronauti.it

La cattura della CO2 potrebbe aiutare i settori nei quali eliminare completamente le emissioni è particolarmente difficile, come alcune produzioni industriali. In determinate condizioni, la CO2 catturata potrebbe inoltre essere riutilizzata come materia prima, anche se questo richiede energia e non equivale necessariamente a eliminarla in modo permanente dall'atmosfera.

Un altro ambito promettente è quello dell'idrogeno. Alcuni materiali porosi vengono studiati per favorire lo stoccaggio dei gas, una sfida importante per rendere più pratico l'impiego dell'idrogeno in applicazioni industriali e, potenzialmente, nei trasporti. Non tutti i MOF, tuttavia, sono adatti allo stesso scopo: ogni struttura deve essere progettata in funzione del gas e delle condizioni operative desiderate.

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La prospettiva più interessante è quindi quella di un insieme di tecnologie complementari. Pannelli fotovoltaici, impianti eolici, sistemi di accumulo, elettrificazione e materiali avanzati potrebbero concorrere a ridurre il consumo di petrolio e gas, affrontando ciascuno una parte del problema.

Auto elettriche e spugne molecolari, un legame indiretto ma importante

Per chi guarda alla transizione energetica dal punto di vista della mobilità, il collegamento con le auto elettriche è particolarmente significativo. Un veicolo a batteria non brucia benzina o gasolio durante la marcia e può sfruttare direttamente l'elettricità prodotta da fonti rinnovabili.

Questo non significa che sia completamente privo di impatti ambientali: la produzione delle batterie, l'estrazione delle materie prime e la generazione dell'elettricità comportano comunque costi energetici e ambientali. Tuttavia, la combinazione tra mobilità elettrica e produzione rinnovabile può ridurre la dipendenza dal petrolio lungo il ciclo di utilizzo del veicolo.

Le spugne molecolari potrebbero contribuire a questa trasformazione soprattutto a monte, attraverso processi industriali meno emissivi, tecnologie per la gestione dei gas e possibili applicazioni nei sistemi energetici. Non sono un'alternativa diretta alle batterie, né un nuovo carburante per le automobili: rappresentano piuttosto uno degli strumenti che potrebbero aiutare a rendere più sostenibile l'intero sistema produttivo.

Anche la ricarica assume un ruolo centrale. Più energia arriva da fotovoltaico ed eolico, minori possono essere le emissioni associate all'utilizzo di un'auto elettrica. Per questo, lo sviluppo dei materiali avanzati ha senso soprattutto se accompagnato da investimenti nelle rinnovabili, nelle reti e negli accumuli.

Il petrolio non sparirà domani, ecco gli ostacoli da superare

L'idea che queste tecnologie possano rendere inutile il petrolio è affascinante, ma al momento è una prospettiva da valutare con prudenza. Il greggio non viene utilizzato soltanto per produrre carburanti: è anche una materia prima per plastiche, solventi, lubrificanti e numerosi prodotti dell'industria chimica.

Inoltre, catturare l'anidride carbonica richiede impianti, materiali, manutenzione e spesso energia per rigenerare le strutture e liberare il gas raccolto. La convenienza dipende dalla quantità di CO2 catturata, dalla durata del materiale, dal costo delle materie prime e dalla disponibilità di energia a basse emissioni.

Un sistema di cattura alimentato da elettricità prodotta bruciando combustibili fossili potrebbe infatti perdere una parte significativa dei suoi benefici climatici. Per ottenere risultati concreti, la riduzione delle emissioni deve accompagnarsi a un aumento della produzione rinnovabile e a una diminuzione dell'uso dei combustibili fossili, non trasformarsi in un pretesto per continuare a consumarli senza cambiamenti.

La sfida, quindi, non consiste nel trovare una singola invenzione capace di risolvere ogni problema, ma nel combinare soluzioni tecnologiche già disponibili con quelle ancora in fase di sviluppo.

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Una rivoluzione possibile, ma senza scorciatoie

Le spugne molecolari dimostrano quanto la ricerca sui materiali possa incidere sul futuro dell'energia e dell'ambiente. La capacità di catturare selettivamente alcune molecole potrebbe aprire nuove opportunità per la riduzione delle emissioni, lo stoccaggio dei gas e l'industria.

Per rendere davvero marginale il petrolio, però, servirà molto di più: trasporti elettrici, energie rinnovabili, sistemi di accumulo, efficienza energetica e processi industriali ripensati. I materiali avanzati potrebbero diventare una parte importante di questo cambiamento, ma non sostituiranno da soli un'economia costruita in oltre un secolo attorno ai combustibili fossili.

Il punto non è dunque stabilire se il petrolio sparirà domani, bensì capire quanto rapidamente saremo capaci di ridurne l'utilizzo grazie a tecnologie migliori e a scelte energetiche coerenti con gli obiettivi climatici.




Le nuove tecnologie come le spugne molecolari, insieme alle auto elettriche e alle energie rinnovabili, potranno davvero ridurre drasticamente la nostra dipendenza dal petrolio oppure serviranno ancora decenni per cambiare il sistema energetico mondiale?

Fonte 1 | Fonte 2 | Fonte 3

Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!