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Elettronauti | Tesla Corea del Sud
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Tesla FSD: 80 indagati per sblocco illegale in Corea del Sud

4 min.

La polizia sudcoreana ha deferito alla magistratura 80 automobilisti accusati di aver attivato senza autorizzazione il sistema di assistenza alla guida Full Self-Driving (FSD) di Tesla. Secondo gli investigatori, i proprietari avrebbero utilizzato dispositivi non ufficiali oppure apparecchi costruiti autonomamente per abilitare la funzione su vetture che non risultano autorizzate a utilizzarla nel Paese.

Ottanta automobilisti nel mirino della polizia

La squadra investigativa sui reati stradali dell’Agenzia metropolitana di polizia di Seul ha comunicato il 27 ottobre di aver individuato 80 sospettati per presunte violazioni della legge sulla gestione dei veicoli. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati anche 21 dispositivi utilizzati per attivare il software.

Gli apparecchi sarebbero stati acquistati all’estero, anche in Europa e in Cina, oppure assemblati direttamente dagli automobilisti. In un caso, un proprietario avrebbe comprato un dispositivo europeo e lo avrebbe collegato alla propria Tesla. Un altro sospettato, impiegato nel settore informatico, avrebbe invece realizzato un modulo sfruttando informazioni sui sistemi elettronici dell’auto e codice open source reperito online.

Gli investigatori sostengono inoltre che alcuni utenti abbiano condiviso nelle comunità online procedure per abilitare l’FSD senza permesso e indicazioni per evitare che l’attivazione lasciasse tracce nei veicoli. I messaggi e i contenuti pubblicati sarebbero stati acquisiti come elementi utili a ricostruire le condotte contestate.

Perché l’FSD non è disponibile su tutte le Tesla

In Corea del Sud, l’utilizzo autorizzato dell’FSD è limitato ad alcuni modelli prodotti negli Stati Uniti, tra cui Model S, Model X e Cybertruck. Queste vetture possono beneficiare di una specifica esenzione collegata all’accordo commerciale tra Washington e Seul, che consente l’accesso al mercato senza una distinta procedura nazionale di certificazione per determinati standard.

La situazione è diversa per molte Model 3 e Model Y assemblate in Cina, che rappresentano una parte rilevante delle Tesla circolanti nel Paese. Questi veicoli non possono utilizzare ufficialmente la funzione perché non soddisfano il percorso di omologazione previsto per l’attivazione dell’FSD sul mercato sudcoreano. La presenza di hardware compatibile, quindi, non equivale automaticamente all’autorizzazione normativa a utilizzare il sistema.

È proprio questa differenza tra capacità tecnica e approvazione legale ad aver alimentato il mercato dei dispositivi di sblocco. Tuttavia, modificare il software o aggirare i limiti imposti dal costruttore può incidere sul comportamento dell’auto e sulla possibilità di garantire un funzionamento conforme alle condizioni previste.

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I rischi per la sicurezza e le possibili sanzioni

Secondo la polizia, l’attivazione non autorizzata può comportare rischi concreti, come il riconoscimento errato delle condizioni della strada oppure una risposta del veicolo diversa da quella attesa dal conducente. Le autorità hanno precisato che non risultavano incidenti collegati a queste attivazioni, ma hanno sottolineato la necessità di prevenire possibili conseguenze sulla sicurezza stradale.

La normativa sudcoreana vieta modifiche arbitrarie al software che possano influire sulla sicurezza del veicolo. Per le violazioni contestate sono previste pene fino a due anni di reclusione oppure multe fino a 20 milioni di won, equivalenti a circa 15.000 dollari. Gli 80 sospettati sono stati deferiti senza che ciò equivalga a una condanna: spetterà ora alla magistratura valutare gli elementi raccolti.

L’indagine era stata avviata dopo una segnalazione del Ministero dei Trasporti, che in primavera aveva chiesto di verificare i tentativi di attivazione non autorizzata. Tesla Korea aveva inoltre segnalato una vulnerabilità informatica e disattivato da remoto la funzione sui veicoli interessati, secondo quanto riportato dai media locali.

Tesla FSD, tra autorizzazioni e diffusione internazionale

Il caso sudcoreano mostra quanto la diffusione delle funzioni avanzate di assistenza alla guida dipenda non soltanto dagli aggiornamenti software, ma anche dalle regole tecniche e dalle approvazioni dei singoli mercati. La stessa funzione può essere disponibile su un modello e non su un altro, anche quando le vetture condividono parte dell’architettura elettronica.

In Europa, il percorso di autorizzazione è anch’esso legato alle verifiche delle autorità competenti. L’ente olandese RDW ha annunciato a giugno un’omologazione europea per FSD Supervised valida nei Paesi Bassi, accompagnata da controlli e obblighi di monitoraggio. L’approvazione in un territorio, tuttavia, non significa che la funzione sia automaticamente utilizzabile ovunque o su ogni configurazione del veicolo.

Per Tesla, il punto centrale sarà mantenere un equilibrio tra l’espansione delle funzionalità, la sicurezza informatica e il rispetto delle normative locali. Per i proprietari, invece, il caso è un avvertimento: un dispositivo capace di attivare una funzione non sostituisce l’autorizzazione ufficiale e può esporre a conseguenze legali, tecniche e assicurative.

Secondo voi, quanto è importante per Tesla ottenere rapidamente le autorizzazioni per il sistema FSD nei diversi Paesi, evitando che i proprietari cerchino soluzioni non ufficiali?

Fonte
  • https://en.sedaily.com/society/2026/10/27/police-refer-80-tesla-owners-for-illegally-enabling-fsd-in?utm_source=chatgpt.com
Andrea Cornali

Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.