Tesla FSD, l’Italia sostiene il via libera europeo
Il confronto europeo sulla guida assistita Tesla entra in una nuova fase dopo il sostegno pubblico espresso dal governo italiano.
Nel messaggio, Salvini ha aggiunto che il nostro Paese sostiene una rapida approvazione europea di Tesla Assisted Driving.
Musk ha ringraziato il vicepremier, senza fornire dettagli ulteriori sui contenuti del colloquio o sugli impegni eventualmente assunti.
Il passaggio ha un valore politico significativo, ma non equivale a un’autorizzazione italiana né a un’approvazione valida in tutta l’Unione.
La telefonata e le prospettive per l’Italia
La presa di posizione arriva mentre diversi governi discutono la richiesta di estendere agli altri Stati membri l’autorizzazione rilasciata dall’autorità olandese.
Salvini ha spiegato di aver invitato i tecnici del ministero ad aprire, nei limiti delle norme vigenti, alle nuove tecnologie.
La dichiarazione politica non modifica da sola il quadro normativo, né consente ai conducenti italiani di utilizzare funzioni non autorizzate.
Tesla Assisted Driving e l’iter europeo
Il sistema commercializzato in Europa come Tesla Assisted Driving corrisponde alla funzione conosciuta in precedenza come Full Self-Driving Supervised.
Il 10 aprile 2026 l’autorità olandese RDW ha approvato il sistema attraverso la procedura prevista dall’articolo 39 del regolamento europeo 2018/858.
Secondo Electric Vehicles, altri nove Paesi hanno successivamente riconosciuto l’approvazione per la circolazione sulle proprie strade.
I dieci Paesi che hanno riconosciuto il sistema rappresentano complessivamente circa il 14 per cento della popolazione europea.
Per ottenere un’approvazione estesa a tutta l’Unione serve una maggioranza qualificata nel Comitato tecnico per i veicoli a motore.
La soglia richiede almeno quindici Stati su ventisette, che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione comunitaria.
La riunione del 6 ottobre si è chiusa con un’ulteriore discussione, mentre la prossima possibilità di voto è attesa a dicembre.
Velocità, supervisione e responsabilità
Una delle questioni più controverse riguarda la possibilità che il sistema superi temporaneamente i limiti di velocità indicati dalla segnaletica.
La Germania ha riferito di aver raggiunto un’intesa con Tesla per consentire uno scostamento massimo del dieci per cento.
Tesla avrebbe inoltre accettato il nome Tesla Assisted Driving, ritenuto più chiaro rispetto alla precedente denominazione Full Self-Driving.
La modifica risponde alle preoccupazioni di chi teme che il nome commerciale suggerisca un’autonomia completa che il prodotto non offre.
Il sistema appartiene alla categoria dei dispositivi di assistenza di livello 2, non alla guida autonoma senza supervisione.
Il veicolo può gestire diverse manovre, ma chi siede al volante deve osservare costantemente la strada ed essere pronto a intervenire.
La responsabilità della condotta resta quindi in capo al conducente, che deve rispettare il Codice della strada.
Le verifiche dovranno considerare prestazioni reali, situazioni complesse e chiarezza delle informazioni fornite agli automobilisti.

Le regole italiane e il mercato
Nel dibattito italiano emerge anche il tema della disciplina nazionale per i veicoli automatizzati e per le sperimentazioni su strada.
Il testo di riforma del Codice della strada, approvato preliminarmente dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre, introduce riferimenti ai veicoli automatizzati.
Le anticipazioni indicano la necessità di una persona a bordo, pronta a intervenire fuori dai contesti di prova autorizzati.
Per gli operatori, questa condizione può incidere sulla sostenibilità economica di servizi come robotaxi e navette senza conducente.
Il confronto coinvolge costruttori, assicurazioni, autorità pubbliche e aziende tecnologiche, chiamati a definire chi risponde in caso di incidente.
Per Tesla, il via libera europeo rappresenterebbe un passaggio commerciale importante in un mercato dove la concorrenza elettrica è sempre più intensa.
Per gli automobilisti, la priorità resta capire quali funzioni siano consentite e quali obblighi continuino a ricadere su chi guida.
Dicembre sarà un passaggio decisivo
Il sostegno italiano si aggiunge a quello espresso da altri governi, ma non garantisce il raggiungimento della maggioranza necessaria.
Restano da convincere Stati importanti per popolazione e peso politico, mentre alcuni Paesi chiedono ulteriori verifiche prima di decidere.
La decisione europea dovrà bilanciare apertura all’innovazione, sicurezza stradale, trasparenza commerciale e responsabilità giuridiche.
La telefonata tra Salvini e Musk rappresenta quindi un segnale politico da seguire, non il via libera definitivo al sistema.
Le prossime settimane chiariranno se il sostegno di Roma si tradurrà in un riconoscimento nazionale o in un’iniziativa presso le istituzioni europee.
Nel frattempo, Tesla dovrà confrontarsi con i regolatori e dimostrare che il sistema rispetta i requisiti richiesti.
Secondo voi, l’Europa dovrebbe accelerare l’approvazione di Tesla Assisted Driving oppure attendere ulteriori verifiche sulla sicurezza?
Fonte
- https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/mondo_motori/2026/10/29/salvini-call-con-musk-per-aprire-le-porte-alla-guida-autonoma_b25770ef-3d4d-4f91-9cca-55b3ceb6f015.html
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.





