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Tesla Model 3 d’ingresso alla prova: efficienza prima di tutto
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Tesla Model 3 d’ingresso alla prova: efficienza prima di tutto

5 min.

La Tesla Model 3 d’ingresso rinuncia alla denominazione Standard, ma conserva una formula chiaramente orientata al rapporto tra prezzo, efficienza e dotazione. A 35.000 euro, cifra indicata durante la prova, propone quasi tutta l’esperienza Tesla, affiancandola a una batteria LFP, a una ricarica particolarmente sostenuta e a consumi molto bassi. I tagli riguardano soprattutto alcuni materiali, l’intrattenimento posteriore e parte delle soluzioni dedicate al comfort.

Esterni invariati e interni semplificati

All’esterno la versione d’ingresso rimane sostanzialmente identica alla Model 3 precedente. Restano anche i fari Matrix, mentre i cerchi da 18 pollici adottano copricerchi quasi completamente chiusi, presumibilmente utili dal punto di vista aerodinamico ma poco convincenti sul piano estetico nell’impressione emersa dal test.

Durante alcune frenate intense è stato inoltre osservato un forte calore in prossimità dei copricerchi, rimasto percepibile anche dopo il ritorno a un’andatura normale. Non si tratta di una misurazione empirica della temperatura e quindi non consente di concludere che esista un problema di raffreddamento dell’impianto frenante. È però un aspetto che meriterebbe una verifica strumentale in una prova più approfondita.

Abitabilità, bagagliaio e vano anteriore non cambiano. Nell’abitacolo compaiono invece sedili rivestiti in tessuto e un battitacco realizzato con un materiale più rigido. La console centrale mantiene l’impostazione già conosciuta, mentre nella zona posteriore scompare lo schermo dedicato ai passeggeri. Rimangono le bocchette con flussi separati e le prese per ricaricare gli smartphone, ma non sono presenti i LED.

Queste rinunce non modificano il sistema centrale dell’auto: schermo, interfaccia e logica di gestione restano quelli Tesla. È un elemento importante perché evita che il modello meno costoso venga privato di una delle caratteristiche che più distinguono l’esperienza d’uso del marchio.

Batteria LFP e ricarica oltre i 175 kW

Le informazioni raccolte indicano un pacco batteria LFP da circa 64 kWh, probabilmente fornito da CATL. La capacità utilizzabile non è stata confermata: la stima riportata durante il test è di almeno 60,5 kWh netti. Sono quindi valori da considerare indicativi, non specifiche definitive.

La chimica LFP viene descritta come più economica, ma capace di offrire vantaggi concreti. In questo caso è soprattutto l’abbinamento tra efficienza e velocità di ricarica a ridurre la percezione di avere una batteria non particolarmente grande. In condizioni ottimali e con il pacco correttamente preparato, la potenza può superare i 175 kW dichiarati. Anche la curva di ricarica è risultata regolare, un comportamento rilevante quanto il semplice valore di picco perché incide sulla quantità di energia recuperata durante l’intera sosta.

Pur utilizzando un’architettura a 400 volt, la Model 3 riesce quindi a sostenere potenze elevate. Il risultato è una vettura che punta a compensare la capacità contenuta del pacco non solo con la ricarica, ma soprattutto con un fabbisogno energetico ridotto.

Consumi sotto i 100 Wh/km nel breve test

Nel tratto extraurbano la Model 3 ha percorso 24,5 km in 18 minuti, viaggiando indicativamente tra 90 e 110 km/h. Il computer di bordo ha mostrato un consumo medio compreso tra 99 e 99,3 Wh/km. È un risultato molto basso, favorito dalla carrozzeria da berlina e dalla forma aerodinamica, oltre che dall’efficienza generale del sistema Tesla.

Il dato va comunque letto nel contesto di una rilevazione breve, non sufficiente per formulare conclusioni definitive sull’autonomia o sul consumo medio in ogni condizione. Temperatura, percorso e stile di guida possono incidere sensibilmente. Resta però un’indicazione significativa delle potenzialità della vettura in extraurbano.

Guida agile, assetto meno rigido

La dinamica di guida è uno dei punti più convincenti emersi dalla prova. Il peso percepito come contenuto per un’auto elettrica contribuisce a rendere la Model 3 agile, sincera nelle reazioni e piacevole anche su un percorso guidato. La nuova scatola dello sterzo, condivisa per impostazione con la Model Y, restituisce un comando preciso e diretto, ma con un feeling giudicato più naturale rispetto alla generazione precedente.

L’assetto appare inoltre meno rigido e più adatto all’utilizzo quotidiano. Manca il sistema di sospensioni capace di variare la risposta in funzione della frequenza delle sollecitazioni stradali, ma nell’esperienza ordinaria questa assenza non è risultata particolarmente evidente. La Model 3 mantiene così un buon equilibrio tra comfort e capacità di coinvolgere chi guida.

È tornata anche la leva fisica per gli indicatori di direzione, soluzione che rende più immediata un’operazione frequente. Sul fronte dell’insonorizzazione non sono presenti i doppi vetri e il tetto panoramico non adotta lo strato laminato citato per la Model Y Standard. Nonostante queste rinunce, il comfort acustico dal posto di guida è risultato migliore delle aspettative. I fruscii sono più percepibili nella zona posteriore, mentre non sono emersi rumori particolari provenienti da motore o inverter.

Il quadro finale è quello di una Model 3 semplificata con una certa attenzione: vengono eliminati elementi secondari, ma restano interfaccia, efficienza, ricarica e qualità di guida. Il prezzo indicato di 35.000 euro rafforza questa impostazione. Le impressioni derivano però da un contatto limitato e alcuni aspetti, in particolare consumi su percorrenze più lunghe, comfort acustico e comportamento dell’impianto frenante, richiederebbero verifiche più estese.

Una domanda per voi

I tagli a materiali e dotazioni sono un compromesso accettabile per ottenere maggiore efficienza e un prezzo più contenuto?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Marta Baisotti

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!