
USA: 1 studente su 7 in una scuola solare
Negli Stati Uniti un istituto scolastico su sette produce già energia dal sole. Il dato arriva dalla sesta edizione del report Brighter Future di Generation180, aggiornato ad aprile 2026. Gli impianti installati hanno superato quota 10.800, a beneficio di oltre 7 milioni di studenti: circa un settimo dell'intera popolazione scolastica del Paese.
Il confronto con il passato è netto. Nel 2016 le scuole solari erano 5.450, quindi il numero è quasi raddoppiato in un decennio. La potenza complessiva installata, invece, è più che triplicata, superando i 2,4 gigawatt: una capacità sufficiente a coprire il fabbisogno annuo di oltre 450.000 abitazioni, un volume paragonabile a ogni famiglia residente ad Austin, in Texas.
Un esempio concreto arriva dalla Virginia. Il distretto di Roanoke City Public Schools sta installando quasi 9,4 megawatt di potenza solare su 29 edifici. Il solo fotovoltaico, secondo le stime del distretto, farà risparmiare circa 40 milioni di euro in costi energetici nell'arco di 35 anni.

Questo report dimostra che l'energia solare nelle scuole non è più concentrata in poche aree. Distretti urbani, periferici e rurali, usano energia pulita per ridurre i costi, migliorare le strutture e preparare gli studenti all'economia del futuro.
Tish Tablan, direttrice programma Electrify Our Scools di Generation 180
La California guida la classifica con 2.921 scuole solari, seguita da New Jersey, New York, Illinois e Arizona. La crescita più sostenuta, però, si registra altrove: tra il 2021 e il 2025 Virginia, Connecticut, Pennsylvania, New Jersey e New York hanno aggiunto più potenza solare, mentre Illinois, Minnesota, Wisconsin, Virginia e Massachusetts hanno collegato il maggior numero di nuovi edifici alla rete solare.
Le batterie di accumulo restano rare

Il report contiene anche il primo censimento nazionale sull'accumulo nelle scuole, e qui l'adozione è molto più contenuta. Dal 2016 solo 155 istituti hanno installato batterie: 94 abbinate al solare, 61 in configurazione autonoma. Si tratta di meno dello 0,1% delle scuole pubbliche, anche se il numero di sistemi è cresciuto di sette volte in dieci anni. La California ne concentra 109, circa il 70% del totale nazionale; seguono Massachusetts (10), Oregon (7), Hawaii (6) e Arkansas (3).
Una batteria scolastica accumula l'energia solare in eccesso, riduce i picchi di domanda elettrica e mantiene attive le apparecchiature essenziali durante un blackout. Circa un terzo delle scuole pubbliche statunitensi è inoltre designato dalla FEMA come rifugio di emergenza: l'accumulo, di conseguenza, può portare benefici anche alla comunità circostante.
Abbiamo un'opportunità enorme per trasformare le scuole in poli di resilienza a energia pulita, spazi capaci di mantenere accese le luci, offrire riparo e sostenere le famiglie quando la rete elettrica va in tilt.
Tish Tablan, direttrice programma Electrify Our Scools di Generation 180
Un orizzonte normativo diverso per l'accumulo
Le batterie potrebbero godere di più tempo rispetto al solare sul fronte degli incentivi federali. La legge fiscale del 2025 voluta dall'amministrazione Trump ha anticipato la scadenza dei crediti d'imposta per eolico e solare: i nuovi progetti avviati dopo il 4 luglio 2026, e messi in funzione dopo il 31 dicembre 2027, ne resteranno esclusi. Le linee guida dell'Internal Revenue Service, tuttavia, escludono esplicitamente l'accumulo da questa scadenza anticipata.
I sistemi di accumulo restano quindi idonei al Clean Electricity Investment Credit. Enti pubblici come le scuole possono accedervi tramite l'elective pay, meccanismo che eroga il beneficio come pagamento diretto anche senza debito d'imposta da compensare.
Si apre così una finestra interessante per le batterie, mentre i tempi per i nuovi progetti solari nelle scuole si restringono. Trasformare gli istituti in poli di resilienza affidabili, con solare e accumulo insieme, è un'opportunità che il sistema scolastico americano può ancora sfruttare pienamente.
Nella vostra città, le scuole sono già passate al solare o restano legate alle fonti tradizionali?

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.