
Waymo Ojai: nuovo van autonomo elettrico negli USA
Waymo accelera l’espansione del proprio servizio di trasporto autonomo in nuove città statunitensi. Accanto ai Jaguar I-Pace già operativi, entrerà in flotta un nuovo van elettrico a guida autonoma. Il modello si chiama Waymo Ojai ed è stato sviluppato in collaborazione con il costruttore cinese Zeekr, come confermato dalla società a margine del CES 2026.
In parallelo alla crescita geografica, Waymo aggiorna anche la propria dotazione tecnica. L’obiettivo è rendere il servizio più flessibile e adatto a contesti climatici diversi.
Cos’è il Waymo Ojai e perché cambia la flotta
Il veicolo era noto in precedenza come Zeekr CM1e, chiamato anche Zeekr RT nelle prime presentazioni. Ora assume una denominazione nuova e legata al territorio statunitense. Il nome Ojai richiama una città californiana a nord di Los Angeles. Secondo il portavoce Waymo Chris Bonelli, la scelta deriva dal fatto che il marchio Zeekr è poco conosciuto dal pubblico americano.
Il van è progettato esclusivamente per Waymo. La carrozzeria viene realizzata in Cina, mentre l’integrazione finale avviene negli Stati Uniti. Qui vengono installati il software proprietario e l’intero pacchetto di sensori. Di conseguenza, il veicolo non rientra nelle restrizioni federali che mirano a limitare la vendita di auto cinesi ai clienti statunitensi.

Sensori e funzionamento in climi complessi
All’esterno del Waymo Ojai trovano posto 13 telecamere, sei radar e quattro lidar. Ogni sensore è dotato di sistemi di riscaldamento per ridurre la formazione di ghiaccio. Sono presenti anche piccoli tergi e ugelli con liquido per rimuovere sporco e detriti.
Queste soluzioni diventano centrali mentre Waymo guarda oltre le città dal clima mite. L’azienda punta infatti a operare anche nel Nord-Est degli Stati Uniti, dove neve, pioggia e basse temperature rendono più complessa la guida autonoma.

Motorizzazione elettrica e batteria
Waymo non ha ancora diffuso dati ufficiali completi sul powertrain. Tuttavia, i documenti di omologazione depositati presso la National Highway Traffic Safety Administration per il modello Zeekr CM1e indicano un motore elettrico posteriore singolo. La potenza dichiarata è di 268 cavalli, con una coppia di 342 Nm.
I documenti dell’Environmental Protection Agency (EPA) segnalano una batteria agli ioni di litio da 93 kWh. L’autonomia non è stata comunicata. Non sono quindi disponibili valori EPA, WLTP o CLTC. È però indicata un’architettura elettrica a 800 volt, che consente tempi di ricarica più rapidi rispetto ai Jaguar I-Pace oggi in servizio.
Convivenza con Jaguar I-Pace e Hyundai Ioniq 5
Il Waymo Ojai non sostituirà subito i veicoli esistenti. Al contrario, coabiterà per diversi anni con i Jaguar I-Pace già modificati per la guida autonoma. Questi ultimi dispongono ancora di centinaia di migliaia di miglia di vita operativa residua, equivalenti a diverse centinaia di migliaia di chilometri.
Inoltre, Waymo introdurrà anche Hyundai Ioniq 5 adattate, equipaggiate con l’ultima generazione di hardware e software. In questo modo la flotta diventa più diversificata. Di conseguenza, l’azienda può adattare il servizio a scenari urbani differenti e a una domanda in crescita.
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Espansione del servizio robotaxi
Waymo opera già servizi di robotaxi senza conducente a San Francisco, Denver e Seattle.
Nel corso dell’ultimo anno ha esteso le attività a Los Angeles, Phoenix, Austin e Atlanta.
L’arrivo del Waymo Ojai è previsto entro la fine dell’anno, anche se l’azienda non ha ancora indicato quali città lo vedranno debuttare per prime.
Grazie a questo ampliamento, Waymo punta a rafforzare la propria posizione nel settore della mobilità autonoma elettrica negli Stati Uniti, mantenendo un approccio graduale e basato su flotte dedicate.
Secondo te l’introduzione di van autonomi come Waymo Ojai renderà i robotaxi più accettati anche nelle città dal clima più difficile?

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.