Per anni il Livello 3 di guida autonoma è sembrato il passaggio naturale verso un’auto sempre più indipendente dal conducente. Oggi, però, l’industria automobilistica sta cambiando direzione.
Il motivo è soprattutto economico. Costi elevati, maggiore complessità tecnica e responsabilità legale rendono il Livello 3 difficile da trasformare in una tecnologia destinata al grande pubblico. Al contrario, i sistemi Livello 2+ stanno conquistando sempre più spazio perché offrono molte funzioni avanzate con meno vincoli.
Perché il Livello 3 costa molto di più
La differenza fondamentale riguarda la responsabilità. Con il Livello 2 il conducente deve continuare a controllare la strada e resta responsabile della guida. Nel Livello 3, invece, il sistema può gestire l’intera attività di guida nelle condizioni previste, mentre il conducente deve essere pronto a intervenire quando viene richiesto.
Questo cambiamento obbliga i costruttori a sviluppare sistemi più sofisticati e ridondanti. Servono sensori aggiuntivi, maggiore potenza di calcolo, sistemi di sicurezza più complessi e una lunga attività di validazione.
I sistemi più avanzati possono inoltre utilizzare telecamere, radar e LiDAR, oltre a mappe ad alta definizione e tecnologie per garantire una localizzazione estremamente precisa.

Il risultato è un aumento significativo dei costi. Nel caso della BMW Serie 7, per esempio, il sistema Personal Pilot L3 arrivava a circa 6.000 euro, proprio a causa dell’hardware e delle attività necessarie per garantire il funzionamento del sistema.
Il Livello 2+ offre un compromesso più conveniente
Il settore sta quindi guardando con maggiore interesse al Livello 2+. Questi sistemi non trasferiscono la responsabilità al veicolo, ma possono offrire funzioni molto avanzate.
Tra queste troviamo la guida a mani libere in determinate condizioni, il mantenimento automatico della corsia, il controllo della velocità e, nei sistemi più evoluti, anche il cambio di corsia automatizzato.
Per i costruttori il vantaggio è evidente. Il Livello 2+ è più semplice da distribuire su diversi modelli e mercati, mentre il Livello 3 rimane vincolato a condizioni operative e normative molto più ristrette.
Secondo S&P Global Mobility, questa differenza sta favorendo una crescita molto più rapida del Livello 2+ rispetto al Livello 3 tra il 2026 e il 2030.
BMW, Mercedes e Stellantis cambiano strategia
La nuova strategia è già evidente nelle decisioni di alcuni grandi costruttori.
BMW ha deciso di abbandonare il sistema Level 3 sulla futura Serie 7, puntando su una tecnologia Livello 2 derivata dalle soluzioni sviluppate per la Neue Klasse. Anche Mercedes-Benz ha ridimensionato il ruolo del Drive Pilot, mentre Stellantis ha accantonato il proprio programma Level 3.
Non si tratta necessariamente di una bocciatura tecnologica. Il problema è soprattutto il rapporto tra costi, utilizzo reale e valore percepito dal cliente.
Un sistema che può funzionare solo su determinate strade, con specifiche condizioni meteorologiche e all’interno di aree autorizzate, rischia infatti di offrire un vantaggio troppo limitato rispetto al suo prezzo.
Il Livello 3 non è comunque destinato a sparire
La frenata sul Livello 3 non significa che la tecnologia sia arrivata a un punto morto.
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale, dei chip, dei sensori e delle architetture end-to-end potrebbe rendere i sistemi futuri più efficienti e meno costosi. McKinsey evidenzia proprio come l’industria stia entrando in una fase nella quale AI, capacità di calcolo, software e dati diventano sempre più importanti per la guida automatizzata.
Anche il quadro globale resta diverso da Paese a Paese. L’IEA sottolinea che i sistemi Livello 3 richiedono maggiore ridondanza e affrontano normative differenti, mentre alcuni mercati stanno continuando a investire nella tecnologia.
Per il momento, però, il Livello 2+ sembra essere la soluzione più facile da rendere realmente accessibile e diffusa.





