Fotovoltaico in Spagna: prezzi all’ingrosso più bassi
La Spagna mostra come il fotovoltaico possa cambiare il costo dell’elettricità. Nei primi quattro mesi del 2026 il prezzo all’ingrosso ha toccato una media di 44 euro per megawattora, secondo il think tank Ember. Nello stesso periodo l’Italia ha pagato 127 euro e la Germania 96. Il divario nasce dalla crescita di solare ed eolico, che hanno ridotto il peso del gas nella formazione del prezzo. I consumatori ne traggono vantaggi concreti, ma la rete e i produttori affrontano nuove difficoltà.
Come il solare sposta il prezzo dell’energia
Il mercato elettrico europeo segue una regola semplice. L’ultima centrale chiamata a coprire la domanda, di solito alimentata a gas, fissa il prezzo per tutti i produttori. Il solare ha un costo marginale quasi nullo, perché una volta installati i pannelli il sole non si paga. Quando i parchi fotovoltaici producono molto, le centrali a gas restano spente e il prezzo dell’elettricità scende.
In Spagna il gas ha determinato il prezzo solo nel 9% delle ore del 2026. In Italia la quota raggiunge il 75%. A marzo la media spagnola si è fermata a 42 euro per megawattora, contro i 143 euro italiani.
La capacità installata spiega questi numeri. Secondo Red Eléctrica de España, il gestore della rete, la potenza solare ha superato i 50 gigawatt a inizio 2026 e rappresenta il 34% del parco di generazione. Nel primo trimestre 2026 solare ed eolico hanno coperto il 44% dell’elettricità prodotta, mentre i combustibili fossili si sono fermati al 17%.
I numeri del risparmio per famiglie e imprese
BBVA Research ha calcolato che l’aumento di 20 punti percentuali nella quota di rinnovabili tra il 2021 e il 2024 ha ridotto i prezzi all’ingrosso di quasi il 20%. Lo stesso istituto prevede un altro calo del 20% entro il 2030, se la Spagna rispetta gli obiettivi del piano energetico nazionale. Un’analisi riportata da Energía Estratégica stima che il fotovoltaicoabbia fatto risparmiare ai consumatori spagnoli 17 miliardi di euro tra gennaio 2025 e giugno 2026.

Il costo dell’energia all’ingrosso pesa tra il 20% e il 30% della bolletta di una famiglia. Per questo Ember valuta un risparmio in bolletta di circa 10 euro al mese per nucleo familiare da marzo 2026. Il gas è rincarato di circa il 60% nel periodo recente, eppure le bollette spagnole sono rimaste stabili e ad aprile sono scese.
Prezzi negativi e ore a costo zero
Il solare produce al massimo a mezzogiorno, quando il prezzo crolla. Nel primo trimestre 2026 la Spagna ha registrato 397 ore con prezzi negativi, contro le 48 dello stesso periodo del 2025. Modo Energy ha contato quasi 700 ore negative nei dodici mesi fino al 22 luglio 2026, il doppio delle 348 della Germania. Questi valori scendono però di rado sotto qualche euro negativo per megawattora. Il prezzo medio ottenuto dagli impianti solari è sceso da 43 euro per megawattora nel 2024 a 28 euro nel 2026.
La sera il quadro cambia. Quando il sole tramonta e i condizionatori restano accesi, la produzione cala e il prezzo risale. Chi sceglie la tariffa regolata PVPC, che segue il mercato ora per ora, risparmia di più se sposta i consumi nelle ore centrali della giornata.
Le sfide per rete, produttori e accumulo
Il successo ha un costo. Secondo Bloomberg, il governo spagnolo valuta un sostegno finanziario al settore solare, in affanno per la sovraccapacità e per i prezzi negativi. Le reti e gli accumuli non hanno tenuto il passo degli impianti. Alcuni produttori vendono in perdita o spengono i pannelli perché l’elettricità non trova una destinazione.
Dopo il blackout di aprile 2025, il gestore della rete mantiene attive le centrali a gas a ciclo combinato per garantire la stabilità del sistema. Secondo gli analisti, la prassi dovrebbe durare per tutto il 2026. Il governo ha risposto con un decreto reale che taglia dell’80% gli oneri di rete per l’industria ad alto consumo e porta a cinque chilometri il raggio dell’autoconsumo condiviso. Ember prevede che le batterie operative in Spagna quadruplichino tra il 2025 e il 2026, e il Paese punta a 22,5 gigawatt di accumulo entro il 2030.

Cosa insegna il modello spagnolo
Il caso spagnolo indica una strada per chi vuole svincolare l’elettricità dal gas. Il fotovoltaico riduce i prezzi nelle ore di sole, protegge i consumatori dai rincari dei combustibili e abbassa i costi per le imprese. Il beneficio dura se la rete, l’accumulo e la domanda crescono insieme alla produzione. Senza batterie e senza nuovi consumi, come la ricarica dei veicoli elettrici, l’energia in eccesso rischia di perdere valore.
Un sistema elettrico con molto solare può garantire bollette più basse anche nel resto d’Europa, a tuo parere?
Fonte
- https://www.pv-tech.org/ember-spains-replacement-gas-renewable-energy-delivered-bill-savings-19/

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.




