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Russia: EV raddoppiate per crisi carburante
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Russia: auto elettriche raddoppiate per crisi carburante

3 min.

In Russia le vendite di auto elettriche sono più che raddoppiate nell'ultimo trimestre. Il motivo non è una svolta ecologica del governo di Mosca, ma una crisi di carburante provocata dalla guerra.

Gli attacchi ucraini alle raffinerie russe hanno infatti ridotto drasticamente la disponibilità di benzina nel Paese. Un paradosso, se si pensa che la Russia è tra le maggiori nazioni petrolifere al mondo.

Fino a oggi il prezzo basso della benzina aveva sempre frenato la diffusione delle auto elettriche in Russia. L'abbondanza di greggio nazionale ha reso per decenni poco conveniente passare a un veicolo a batteria. Le vendite EV nel Paese sono quindi rimaste marginali, nonostante le dimensioni del mercato automobilistico russo.

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Gli attacchi ucraini alle raffinerie cambiano lo scenario

Il conflitto tra Russia e Ucraina è entrato in una fase diversa negli ultimi anni. Kiev ha sviluppato tattiche di guerra innovative, tra cui un uso sistematico dei droni a lungo raggio. Di recente, l'esercito ucraino ha colpito ripetutamente le infrastrutture petrolifere russe, penetrando in profondità nello spazio aereo nemico.

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Le conseguenze si sono fatte sentire rapidamente. La capacità di raffinazione russa è scesa a circa il 70% del fabbisogno interno. Secondo le stime, 24 delle 33 principali raffinerie del Paese sarebbero state colpite. Di conseguenza, sono comparse lunghe code ai distributori in diverse regioni. Mosca ha inoltre introdotto restrizioni alla vendita di carburante e un divieto temporaneo all'esportazione di benzina.

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Le vendite di auto elettriche accelerano

Questa combinazione di fattori ha spinto molti automobilisti russi verso l'elettrico. Tra giugno e agosto 2026 sono state vendute 26.543 auto elettriche e ibride plug-in, contro le 12.187 dello stesso periodo dell'anno precedente. Si tratta di una crescita del 118%. Il dato resta comunque contenuto in termini assoluti. Nello stesso arco temporale, in Russia sono state vendute circa 400.000 auto in totale.

La quota di mercato di BEV e ibride plug-in si attesta quindi intorno al 6%. Il valore è ancora lontano dalla media mondiale, stimata attorno al 25% e in costante crescita. Va inoltre considerato che, partendo da numeri molto bassi, un incremento percentuale così ampio risulta più semplice da raggiungere.

Un segnale comunque rilevante per il mercato

Il caso russo dimostra però qualcosa di più ampio. Anche in un Paese storicamente legato ai combustibili fossili, l'auto elettrica può crescere rapidamente quando i vantaggi diventano evidenti per gli automobilisti. La crisi energetica ha reso tangibile, in poche settimane, un cambiamento che il mercato non era riuscito a produrre in anni.

Il contesto geopolitico resta instabile e le forniture di carburante potrebbero non tornare presto alla normalità. In parallelo, la domanda di veicoli elettrici in Russia potrebbe continuare a crescere, anche in assenza di incentivi statali dedicati.

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Quanto pensate possa durare questa tendenza in Russia, una volta che la situazione dei rifornimenti dovesse tornare alla normalità?

Fonte

Gianfranco Franzoni

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.